CUBA LIBRE. VIVERE E SCRIVERE ALL’AVANA

27/04/2009 Post >

Yoani Sánchez è un strana dissidente: non denuncia, non attacca, non contesta. Semplicemente racconta nel suo blog cosa significa vivere oggi nel regime comunista di Cuba: la difficoltà di fare la spesa e la fame cronica, l’arte di ripararsi gli elettrodomestici guasti, la lotta per leggere le vere notizie tra le righe del giornale di partito, la paura del ricovero in ospedale dove manca anche il necessario per sterilizzare, la convivenza forzata con la propaganda che si insinua nei media, nelle piazze e nelle scuole, il panico quando arrivano le convocazioni della polizia, la preoccupazione per gli amici in carcere, la nostalgia per i tanti che sono fuggiti e la delusione per tutti quelli che hanno smesso di credere al futuro. Ma soprattutto sfata il falso mito dell’efficienza castrista e descrive, tra tenerezza e rabbia, la frustrazione per le potenzialità inespresse e i sogni perduti di chi, come lei, è nato nella Cuba degli anni Settanta e Ottanta e si ritrova rinchiuso in un’utopia che non gli appartiene. Le false promesse di Raúl Castro, succeduto ufficialmente al fratello nel 2008, sono state l’ultima goccia di un quotidiano stillicidio di dolore e disillusione. Di questa generazione che non ha mai conosciuto la libertà Yoani è diventata l’inconsapevole portavoce. Il blog è stato oscurato, ma – nonostante tutto – è riuscito a sopravvivere all’estero grazie a Internet. “Per noi che viviamo in questa isola, nella quale per molti anni l’informazione è stata monopolio esclusivo dello Stato, Internet ha prodotto una crepa nel muro della censura che sembra molto difficile da chiudere“, racconta Yoani. “Anche se Cuba ha uno degli indici di connessione più bassi del pianeta, le persone cercano il modo di accedere alle notizie che compaiono in rete. Come abbiamo un mercato nero per gli alimenti, che ci fornisce tutto ciò che non possiamo comprare nel mercato razionato o nel mercato in pesos convertibili, così esiste un rifornimento illegale e alternativo di informazione. Con la creatività che ci caratterizza abbiamo imparato a distribuire le pagine web su memory flash e in dischi a centinaia di persone interessate, che non sono mai potute entrare su Internet. Con questo identico sistema circolano il mio blog e altri siti che si producono sull’isola, oltre ad altri siti web che vengono amministrati all’estero“.
Il blog di Yoani Sanchez ora è diventato un libro (Cuba Libre, Rizzoli 24/7), la più acuta spina nel fianco del regime. Al punto che lo stesso Líder Máximo si è spinto ad attaccarla pubblicamente e ad accusarla di essere una spia al soldo del capitalismo.

LETTERATITUDINE, l’open-blog di Massimo Maugeri (http://letteratitudine.blog.kataweb.it/), propone una discussione sul libro, ma anche, più in generale, su come Internet si sia affermato come fondamentale strumento di dissenso in contesti di fortissima censura. Parteciperanno al confronto di idee anche Gordiano Lupi (traduttore di Yoani e profondo conoscitore della realtà cubana) e Renzo Montagnoli.